“Contemporary” + “Historical” Rome

“Contemporary” + “Historical” Rome


Author: Marco Scandurra

Nationality: Italian.

City and date of birth: Anzio (RM), 13/04/1987

University / Institution : Roma Tre University, Faculty of Architecture.

Tools Used: Pigment liner on paper.

Contacts: marcoscandurra.mail@gmail.com – marcoscandurra.tumblr.com

Brief Description of your work:

Quest’opera è un’essenziale interpretazione personale di Roma. “Contemporary” + Historical” Rome è ​​un esperimento grafico che cerca di sottolineare gli elementi di unione e quelli di separazione delle due parti di questa complessa città.

© marcoscandurra_“Contemporary” + “Historical” Rome

© marcoscandurra_“Contemporary” + “Historical” Rome

Intervista con Marco!

V.A.G: Ciao Marco.

M: Ciao V.A.G.

V.A.G: La passione per il disegno, frutto di un talento indiscusso, necessita sicuramente di una particolare attenzione. Ovvia l’affinità al tuo percorso universitario. Pensi, e se si in cosa, che questa abbia avuto un’influenza sul tuo sguardo da architetto?

M: Decisamente si. La mia passione per l’architettura nasce innanzi tutto da una forte passione per il disegno e per le arti grafiche in genere. Nella mia vita ho sempre disegnato: mi sento a mio agio con una matita in mano, penso che mi permetta di comunicare discretamente bene ciò che ho in mente. Cerco di trovare prima di tutto un’idea chiara e ben definita, poi tento di materializzarla attraverso il disegno. Il mio sogno è sempre stato quello di trovare un mestiere che fosse compatibile con la mia passione per le arti grafiche: per questo ho scelto la strada dell’architettura. E’ una disciplina strettamente legata all’illustrazione: in questo campo il disegno è la simulazione che precede la creazione, è una prima forma di materializzazione di un’immagine mentale. E’ il mezzo che ci permette di capire se tale immagine può trasformarsi efficacemente in un oggetto tangibile. E’ uno step necessario nel processo di progettazione.

V.A.G: Hai descritto la tua opera come un esperimento grafico. Pensi che il disegno, soprattutto lo schizzo, sia ancora un mezzo potente per indagare e sviscerare i problemi dell’architettura?

M: Penso che il disegno sia un mezzo di semplificazione della realtà molto potente. Ci dà la possibilità di personalizzare la raffigurazione di un dato elemento reale secondo la nostra interpretazione: in altre parole ci permette di compiere una sintesi di ciò che ci circonda. Se ci pensiamo bene, già il solo fatto di riprodurre in due dimensioni un’entità tridimensionale racchiude dentro di sé il concetto di sintesi, ma non ci si limita a questo. Il disegno rappresenta il riassunto di ciò che vediamo: non possiamo immaginare di poter imprimere in un’illustrazione tutto ciò che la vista ci trasmette. Inconsciamente, quando disegniamo, riassumiamo la realtà, diamo importanza solamente a ciò che riteniamo realmente rilevante. L’indagine non è altro che questo: si parte dall’osservazione di una molteplicità di elementi fino a giungere alla riduzione di essi, separando quelli che sono degni di approfondimento da quelli trascurabili. Penso quindi che il disegno sia fondamentale per indagare e approfondire i problemi dell’architettura, ed essendo una forma di comunicazione universale rappresenta il modo migliore attraverso cui veicolare un messaggio fruibile a tutti.

© marcoscandurra_“Historical” Rome

© marcoscandurra_“Historical” Rome

© marcoscandurra_“Contemporary” Rome

© marcoscandurra_“Contemporary” Rome

V.A.G: L’arte e il disegno sono, prima di tutto, una forma potente di comunicazione. Hai definito Roma complessa, scissa tra la sua parte storica e quella contemporanea. Il messaggio dell’opera arriva forte e chiaro! Questa tua impressione è frutto di un’allucinazione delirante o, piuttosto, un pensiero fortemente radicato e riscontrabile all’interno della città?

M: Non è un’allucinazione delirante ma la sintesi esasperata dell’immagine della città di Roma. Ho voluto enfatizzare certi aspetti trascurandone altri, al fine di mostrare una città caratterizzata da un fitto tessuto di edifici di diverse tipologie ma stessa scala, che costituiscono il tessuto urbano principale in contrasto con i suoi Monumenti. Questa maglia urbana compatta, questo inestricabile puzzle di costruzioni vuole trasmettere l’identità complessa di Roma: un elemento organico eterogeneo e multiforme. E’ un’analisi che cerca di porre l’accento sia sulla vita “della” città che su tutti quegli aspetti che riguardano la vita “nella” città.

V.A.G: Entrando più nel dettaglio dell’opera, entrambi i disegni sono composti in modo da comunicare sia la presenza iconica di progetti architettonici di fama mondiale sia il tessuto abitativo insieme alle infrastrutture urbane. Quali sono state le ragioni compositive che ti hanno spinto nella scelta di alcuni progetti rispetto ad altri?

M: Ho tentato di concentrare l’attenzione sugli edifici più rappresentativi della città. Più rappresentativi significa più conosciuti: e tra le architetture scelte ci sono sia quelle che devono la loro fama al proprio indiscutibile valore, sia quelli che si sono resi famosi per la loro controversia. Roma è una città di contrasti: è amata per la sua inestimabile bellezza ma al contempo criticata per le dinamiche scellerate che hanno segnato il suo sviluppo negli ultimi anni. La mia è una chiave di lettura coscientemente drastica, che vuole stimolare considerazioni altrettanto dure.

© marcoscandurra

© marcoscandurra

© marcoscandurra

© marcoscandurra

© marcoscandurra

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V.A.G: Sebbene questi due disegni debbano essere guardati contemporaneamente per favorire il confronto critico di cui ci hai parlato, anche separatamente offrono plurimi spunti di riflessione. Nel “confronto del confronto” esiste una simmetria geometria? Quali i dettagli da scoprire? 

M: Si, una simmetria esiste. Ho tentato di mettere a confronto alcuni edifici della “Roma storica” e della “Roma contemporanea”: il Colosseo, la Basilica di San Pietro, la Piramide Cestia sono comparati con il Gasometro, il Nuovo Palazzo dei Congressi, la Città dello Sport. Ho voluto sfruttare il loro paragone puramente formale per calamitare l’attenzione sull’illusoria somiglianza che queste architetture sembrano poter avere. Il mio intento finale era infatti quello di invitare l’osservatore ad un’analisi più approfondita, portarlo a cogliere la vera essenza di questa comparazione: la sfrontatezza a confronto con la chiarezza, l’eccesso paragonato all’armonia.

 

V.A.G: PISTOLE ALLA TEMPIA: 

Giacomo Puccini o Michael Jackson?  Giacomo Puccini

La strada dell’arte o l’arte di strada?  L’arte di strada.

Genio sregolato o minuzioso chirurgo?  Mi piacerebbe diventare un genio sregolato

Obiettivi o passioni?  Assolutamente passioni!

Scoperte in compagnia o interrail solitario?  Interrail solitario!

 

Grazie Marco, è stato un piacere, V.A.G.